Chi siamo

Associazione per lo sport, la musica e il tempo libero di bambini e ragazzi autistici

Chi siamo


L’associazione è composta da bambini e ragazzi affetti dal disturbo dello spettro autistico e dalle loro famiglie.

E’ aperta anche a chi è affetto da disturbi generalizzati dello sviluppo infantile e problemi cognitivi diversamente diagnosticati ma aventi tratti simili a quelli dello spettro autistico (ad es. difficoltà di interazione con il gruppo) e a tutte le persone a cui sta a cuore il benessere dei nostri associati.

Una consulente pedagogica offre supporto alle famiglie e nel dialogo con la scuola. Leggi il nostro Statuto

 

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Dove siamo


L’associazione opera principalmente sul territorio a nord della provincia di Milano: Senago, Limbiate, Solaro, Bollate, Cassina Nuova di Bollate, Novate, Paderno Dugnano, Palazzolo, Cesano Maderno, e comuni limitrofi.

I luoghi delle singole attività verranno indicati nel programma delle stesse.

 

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Cosa Facciamo


Per i ragazzi:

Offriamo sport e musica con l'ausilio di personale esperto e motivato per aiutarli a passare in modo divertente il loro tempo libero.

Realizziamo progetti per aiutarli a crescere attraverso simulazioni di situazioni di vita reale.

Lo scopo è insegnargli schemi di comportamento che potranno attuare successivamente da soli, ad es. fare la spesa, spostarsi con i mezzi pubblici, cucinare piatti semplici, mettere in ordine i vestiti, ecc.,

 

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Cosa facciamo


Per genitori:

Organizziamo incontri per conoscerci e parlare dei nostri figli, delle loro difficoltà e potenzialità.

 

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Cosa facciamo


Per tutti:

Gite di gruppo adatte ai loro bisogni speciali. Laboratori creativi di disegno, botanica, pongo, bricolage, musica, ecc.

Laboratorio “Scienziato pazzo”: piccoli esperimenti di fisica e biologia in tutta sicurezza.

La partecipazione è gratuita.

Per alcune attività potrebbe essere necessario un piccolo contributo per l’acquisto dei materiali o per i biglietti di ingresso nei parchi.

 

La Storia


Tutti mi chiedono: “Perché hai scelto il nome Il Pentolino?”

E io rispondo che sono stata ispirata da un libro “Il Pentolino di Antonino “ di Isabelle Carrier[1].

E di solito mi dicono: “Cos’è un libro di cucina?”

E io sorrido e rispondo: “Beh no… è un libro che parla di diversità e accettazione.

Il pentolino (nel senso di pentola da cucina che il personaggio si trascina dietro) rappresenta un generico handicap che mette in difficoltà e il messaggio è che bisogna aiutare chi ha un “pentolino” ad alleggerirne il peso.

Con la disabilità si deve imparare a convivere mentre si cerca una cura.”

Questa è la risposta breve che soddisfa la curiosità delle persone.

In realtà c’è una versione più completa di come inaspettatamente un pomeriggio mi è venuta questa idea.

Mi trovavo nella sala di attesa di un ambulatorio medico insieme a mio marito per sottoporre mio figlio autistico a una visita fisiatrica visto che ha difficoltà motorie (oltre che di linguaggio).

Sapevo già che era una visita abbastanza inutile per la sua patologia ma spesso il lato razionale del mio cervello lascia che la parte emotiva abbia il suo contentino e così eccoci ad aspettare di essere ricevuti dal costoso dottore...

Vagavo con la mente cercando già frasi consolatorie da tirar fuori dopo la visita quando il dottore avrebbe confermato che non ci sono rimedi per l’impaccio motorio, disprassia, rotazione del bacino ecc ecc quando mi accorgo di un poster appeso al muro dove sono riportate in sequenza le immagini del suggestivo libro di Isabelle Carrier.

Leggo e rileggo, mi commuovo e finalmente capisco che tutte le mie energie di genitore devono convogliarle in un’unica direzione: accettare la sua disabilità e insegnargli a convivere con essa rendendola sempre più leggera.

Non vuol dire smettere di cercare una cura o arrendersi di fronte alla diagnosi irrimediabile ma al contrario, iniziare a vedere l’autismo per quello che è: un peso che va alleggerito il più possibile perché da solo mio figlio non può trascinarsi dappertutto il suo Pentolino.

Se insieme è più facile allora in tanti sarà ancora meglio.

Proviamo a unire le forze mi sono detta, supererò la mia timidezza e cercherò altre mamme, altre famiglie che hanno bisogno di creare una “saccoccia” dove i loro bambini speciali potranno mettere il loro Pentolino.

 

[1] Isabelle Carrier, Il Pentolino di Antonino, Kite Edizioni, (2011) per l'edizione italiana, Padova. Traduzione di Marco Ius e Paola Milani